Le Donne Sarde Scrivono Una Pagina di Storia

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Grazie a chi ha creduto nel valore dell’unità ed ha saputo rappresentare tutte le donne della Sardegna, eredi di Eleonora, pioniera delle pari opportunità, in questa faticosa e tenace battaglia di civiltà che, per affermarsi, ha dovuto costringere la massima assemblea regionale a trovare soluzioni sostenibili e plausibili per portare a compimento una rivendicazione partita dal basso, tesa a colmare il vulnus Costituzione della vigente legge elettorale. La cenerentola delle riforme, archiviata da un’assemblea indifferente ai 14 anni di rivendicazioni femminili; tiepida nella riproposizione perché rassegnata all’irrisolvibile ostilità dell’onorevole antifemminismo – all’indomani del voto in aula – si è trovata tanti padri e tante madri . Nell’esultare dunque, per il tassello di democrazia e legalità, situato quale pietra angolare di un sistema autonomistico, ritengo fondamentale ripristinare la memoria per restituire dignità alle “madri” di questo processo emancipativo che in tempi “oscurantisti” hanno avuto il coraggio di introdurre nell’agenda politica sarda, questioni di democrazia paritaria. Per questa nuova e risolutiva spinta al progresso c’è voluto il pressing femminile, decollato trasversalmente, dal basso e un imponente movimento di opinione tali, da indurre il Presidente Pigliaru ad un preciso monito: votare per esistere, approvare per sopravvivere. Grande soddisfazione per la straordinaria determinazione dei movimenti femminili e per un consiglio regionale che, davanti alla concreta possibilità di perdere tutto, ha preferito perdere l’illusione di potersi clonare. La norma, passata con 50 voti a favore e 2 contrari vede le donne sarde vere interpreti di una bella pagina di storia. Grande momento! Grande emozione! Daremo forza e sostanza a questa conquista, con l’auspicio di trasformare in azione politica la nostra energia e la sincera volontà di assumere le responsabilità che ci aspettano. La presenza femminile sarà tangibile, forte e chiara, preparata e competente e da oggi, impegnata a consolidare il patto sociale avviato con l’approvazione della norma sulla doppia preferenza di genere per modificare subito la legge elettorale sarda, lesiva dei principi di rappresentanza dei territori e delle minoranze. La battaglia delle donne corale, con punti di vista e apporti differenti , nel perseguire l’obiettivo strategico di realizzare una regione migliore per tutti, equamente rappresentativa delle sue componenti sociali, ha vinto contro i luoghi comuni . E adesso, arriva il bello!!!

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