“Pè a Corsica” – Uniti per vincere

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Intervento integrale di Antonia Luciani a Villagrande Strisaili lo scorso 22 ottobre.

“Bongiorno,

Prima di tutto, grazie per l’invito. Sono felice d’essere qui per testimoniare la situazione politica in Corsica.

Possiamo dire che abbiamo vissuto un momento storico nel dicembre 2015 con la vittoria dei nazionalisti corsi all’assemblea della Corsica. Questa vittoria é stata possibile perché al secondo giro, Femu a Corsica (il mio gruppo autonomista) si é fuso con la lista independentista (Corsica Libera) per realizzare una lista comune che si chiama « Pè a Corsica ».

Abbiamo concluso un accordo politico in cui non si deve parlare de Indipendenza ; perché pensiamo che non é la migliore situazione per la Corsica adesso e anche perché fa paura ad una parte della popolazione corsa. Il risultato é che abbiamo ottenuto quasi 36 % dei voti, la maggioranza, ma non la maggioranza assoluta che resta il nostro obbiettivo per le prossime elezioni di dicembre.

Prima della nostra vittoria, Femu a Corsica era una coalizione elettorale che esisteva dal 2010 con due principale partiti autonomisti, Insieme per la Corsica di Gilles Simeoni e il mio partito, il Partitu di a nazione corsa di Jean Christophe Angelini. Avevamo ottenuto 25% dei voti.

Il fatto di avere lavorato insieme all’assemblea di Corsica, di avere comunicato insieme con il nome « Femu a Corsica », poco a poco, ci siamo resi conti che sarebbe stato meglio avere un solo partito unico, invece che due. E forse anche perché il messaggio politico era lo stesso e per costruire un progetto politico e sociale efficace sarebbe stato meglio avere un partito unico, più forte.

Ciò é tanto più vero nella pratica dei due anni di gestione della collettività territoriale di corsica. Abbiamo bisogno di un partito più forte, più grande, meglio strutturato e pronto ad aiutare meglio l’esecutivo e i consiglieri dell’assemblea. Dopo oltre 7 anni di discussioni, dibattiti interni, di risoluzioni, abbiamo fatto un passo importantissimo, il fine di settimana scorsa con il primo congresso constitutivo di « Femu a Corsica ».

Più di 1200 persone hanno partecipato a questo grande evento, e adesso stiamo per costruire il più grande partito della Corsica, in numero di militanti. Dopo la campagna elettorale per le elezioni di Dicembre, ci sarà la prima assemblea generale del 2018. L’ambizione di questo partito é di essere un partito democratico. La democrazia é un elemento fondamentale e pensiamo, con questa struttura più trasparente e con delle procedure chiare, conosciute da tutti, che saremo più virtuosi e dunque meglio situati per rispondere all’attesa forte del popolo corso, che adesso vuole rompere con il sistema del clientelismo e con i rapporti di forza del passato.

Adesso mi pare importante spiegarvi un po’ il lavoro che ha fatto l’esecutivo nazionalista questi 2 ultimi anni e i cambiamenti principali che possiamo osservare:

– La prima cosa é la Trasparenza : Il presidente dell’esecutivo Gilles Simeoni ha detto al principio del mandato che voleva che la Regione fosse « una casa di cristallo », vuole dire che voleva che tutto quello che succede o che é successo alla Collettività della Corsica fosse conosciuto da tutti. Abbiamo scoperto che il sistema « Giacobbi », la sinistra che era al potere prima di noi aveva lasciato piu di 100 milioni di euro di fatture non pagate. Dunque I primi mesi di lavoro sono stati destinati a risolvere il problema finanziario della collettività.

– Il secondo campo d’azione riguarda lo Svilluppo economico e sociale : perché pensiamo che la situazione economica della Corsica non sia sostenibile. Con un turismo massivo, un settore agricolo debole, un impiego pubblico maggioritario, una popolazione povera, il nostro territorio diventa un territorio di consumo invece d’essere un territorio di produzione. Abbiamo impostato delle riforme strutturali per cambiare la situazione, ma questo non si fa in due anni… abbiamo bisogno di tempo !

– Un altro punto fondamentale é stato la Riforma istituzionale con la creazione della collettività unica : il 1er di gennaio 2018, ci sarà una sola collettività unica, invece delle 3 che abbiamo adesso. Questa riforma implica la fusione dei due dipartimenti della Corsica del sud e della Corsica del nord con l’attuale Collectivita di Corsica. E’ un passo importantissimo perché pensiamo che migliorerà il funzionamento della regione e forse rappresenta una nuova opportunità per ottenere una devoluzione di competenze.

– Per quanto riguarda le Relazioni con i nostri partner del mediterraneo : Abbiamo migliorato la situazione ; abbiamo creato delle linee di traporto aereo e navale con le isole Baleari, con la Sardegna, con Bruxelles etc … Abbiamo anche rinforzato la cooperazione transfrontaliera con la creazione del consiglio corso sardo que da l’opportunità alle due isole sorelle di fare delle azione comuni nel settore della ricerca universitaria, nella lotta contro gli incendi, nella redazione di un documento comune sullo stato delle isole del trattato sul funzionamento dell’Unione europea etc…

– E anche altre azioni come la creazione di una compagnia marittima regionale ; l’impulso di nuove politiche per salvare la lingua e la cultura corsa, per migliorare l’ambiente e la questione dei rifiuti e la lotta contro gli incendi ; il miglioramento della gestione dell’acqua etc etc…

 

Per concludere, vorrei dire che abbiamo fatto un lavoro immenso ma che sappiamo che resta il più importante da fare : voglio dire ottenere un statuto di autonomia. Fino adesso il governo di Macron é stato molto più chiuso alla discussione che François Hollande. Macron aveva detto durante la campagna presidenziale che era un « girondino », un candidato in favore del potere alle regioni e contro il centralismo francese.

Ma in realtà, il governo non ha apportato nessuna discussione politica per immaginare che un cambio di statuto fosse possibile. In giugno, 3 deputati nazionalisti sono stati eletti all’assemblea nazionale francese, pensiamo che questo può aiutare ma che solo una vittoria massiccia in dicembre e una maggioranza assoluta possono esercitare pressioni politiche per fare cambiare il governo.

Per questo, il nostro slogan di campagna é « 10 anni per costruire un paese » perché pensiamo che sia il tempo necessario per essere autonomo e dare l’ opportunità al popolo corso di vivere in un paese autonomo in cui si vive meglio.

Grazie mille, viva il popolo corso e viva il popolo sardo”

Antonia Luciani

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