10 Temi Chiave

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Carla Puligheddu.
Candidata nel Collegio Unico Regionale per il Senato, a testimoniare la storica avversità sardista verso il centralismo statale, in linea con l’accordo strategico fra PSd’Az e Lega , uniche forze politiche in grado di dare garanzie credibili in senso autonomistico. Obiettivo: tradurre la soggettività politica dei sardi in azioni oggettive, capaci di aprire le vie del futuro con forte slancio federalista. Ciò significa riaffermare la tradizione di libertà e democrazia sardista, affrancare l’isola dai gravami e restituirla ai cittadini, riformare il titolo V della costituzione, cancellare gli accantonamenti a fronte della regionalizzazione della fiscalità comunale . Affrontare e risolvere, nell’ottica della specialità, la gravità in cui versa la medicina territoriale e il danno causato alle nostre comunità dalla chiusura dei punti nascita, perché la vita, la cura e la salute dei cittadini non possono rispondere a impossibili traguardi numerici ma a concreti e rispettabili bisogni.

1) LAVORO . Per le imprese che danno lavoro, la Sardegna non deve più essere una prigione. Lotteremo per aggredire la disoccupazione dei sardi anche con il reperimento di adeguati supporti finanziari allo scopo di acquisire nuovi mercati. Penso con preoccupazione ai tanti giovani sardi che non riescono a progettare il futuro nella propria terra e, in attesa che la politica valorizzi le peculiari risorse dell’isola, scappano . Penso a quante intelligenze femminili, nell’ inserirsi meritatamente nel mondo del lavoro (privo di ogni forma di conciliazione) non possono costruire una carriera, ma superare pregiudizi. Confido in una riforma dello Statuto regionale che incida sulle tutele linguistiche con la pregiudiziale per l’accesso ai concorsi pubblici e la possibilità di introdurre il bilinguismo per chiunque operi nelle amministrazioni in Sardegna.

2) TRASPORTI. Urge ripensare totalmente il sistema ferroviario dell’intera isola per rendere efficienti i trasporti interni e crearli dove mancano. Lo Stato deve richiamare l’UE al suo dovere di protezione delle aree disagiate e periferiche a risarcimento dei danni subiti finora dall’incuria e dall’abbandono dei vari governi. Nel riaffermare il diritto dei cittadini sardi alla mobilità, quale condizione essenziale di sviluppo, auspico venga riconosciuta una reale continuità territoriale marittima di competenza esclusiva della regione Sardegna. Solo i sardi possono essere gli artefici della disciplina e del governo dei servizi pubblici. Così come ritengo nodale potenziare il trasporto aereo per fare dell’insularità un vantaggio e non un limite.

3) TURISMO. Affinché il turismo divenga, sempre di più, il traino dell’economia sarda, si dovranno creare condizioni favorevoli agli investitori e sinergie fra i differenti ambiti di sviluppo (trasporti, urbanistica, industria, lavoro, infrastrutture) allo scopo di rendere la nostra isola attraente, accogliente, funzionale, facilmente raggiungibile. Parallelamente avverto l’urgenza di “viaggiare” on line , non con la ridicola connettività delle nostre strutture ma con una potenziata digitalizzazione a banda larga.

4) URBANISTICA. I sardisti insisteranno per un trasferimento delle competenze sui beni culturali, siti archeologici e bellezze paesaggistiche a favore della regionalizzazione delle Sovraintendenze. Nel recepire il problema di vaste aree desolate, come pure di quelle della progettazione e pianificazione organica dello spazio urbano , intendiamo affrontare il sistema di concessione di deroghe rispetto alle differenti esigenze del territorio, sempre con l’obiettivo di tutelare e valorizzare l’ambiente, la natura e le coste, andando comunque a favorire lo sviluppo e la qualità del sistema dei servizi.
5) INDUSTRIA. Contro la follia di piani energetici superati, che per soddisfare accordi e profitti già stipulati lontano da noi, pensa di intubare l’isola e violare irreparabilmente il territorio; suggerisco di ricercare preliminarmente forme energetiche autonome. Si avverte il bisogno di un rifacimento della rete idrica obsoleta come pure la previsione di strumenti adeguati per il recupero sistematico dei reflui affinché gli interventi sugli inaccettabili sprechi del 30 – 40% della risorsa potabile siano strutturali e non emergenziali. La sfida più interessante sarà quella di promuovere un’economia della cultura capace di fare sistema nella logica della storia, dell’arte, delle tradizioni. Sogno il rilancio di un’industria vicina alla nostra attitudine manifatturiera e ritrovare l’orgoglio per fare dell’Artigianato artistico di qualità la prima industria di cui ci si debba occupare.

6) AGRICOLTURA. Nessuna industria, per quanto valida, potrebbe dare respiro allo sviluppo dell’economia sarda se non si privilegiasse e si potenziasse adeguatamente la vocazione dell’isola all’agricoltura multifunzionale, che necessita però, di interventi integrali sull’approvvigionamento della risorsa idrica. Ma anche sulla garanzia di tutela dei prodotti, contro le insidie provenienti da trattati internazionali finalizzati alla libera circolazione delle merci, tesi a facilitare il flusso degli investimenti e l’accesso ai mercati dei servizi e degli appalti pubblici. Il mio NO ad accordi internazionali non è ovviamente un no al commercio o agli scambi culturali . Non è un no per chiudersi all’interno dei propri egoismi e delle proprie tradizioni, ma al contrario per aprirsi e sostenere, insieme alla qualità dei prodotti, i diritti di tutti, attraverso regole giuste.

7) SPOPOLAMENTO. Effetto di differenti forme di disagio, lo spopolamento di molti paesi della Sardegna é sovente espressione di inadeguate politiche sociali in risposta alla crescente mancanza di lavoro , riduzione di servizi (vedi chiusure di scuole per accorpamento) , carenti condizioni strutturali, sanitarie, comunque frutto di privazioni. Quando la spirale di negatività colpisce poi le donne, succede che al disagio personale si aggiunge il fenomeno della denatalità . Le donne non riescono più a procreare nel periodo fertile, costrette a ritardare la maternità o a rinunciavi per sempre, determinando così l’inarrestabile fenomeno dello spopolamento.

8) INFRASTUTTURE. Ogni aspettativa di sviluppo sarà inesorabilmente condannata alle più cocenti delusioni se non si porteranno a termine le opere della rete viaria interna. Nuovi e opportuni investimenti vanno destinati agli adeguamenti del fondale e del porto e di Porto Torres nella prospettiva di un’immediata applicazione della Zona Franca, sostanziandola di contenuti veri. Urge riattivare a pieno regime l’aeroporto di Alghero per restituire ai sardi del nord ovest il diritto alla mobilità aerea in una moderna ed efficace dimensione europea.

9) PARCHI. Valorizzare in termini economici i territori in cui hanno sede i parchi, in particolare ritengo interessante portare alla ribalta internazionale il Parco dell’Asinara attraverso progetti, programmi e azioni coordinate, tese a migliorare le condizioni socio culturali della collettività locale oltre che consentire una fruibilità controllata, offrendo servizi di qualità.

10) INSULARITA’. Un popolo prigioniero nelle sue coste, che vive all’interno di un’economia chiusa, che vede il mare rappresentare un limite e non invece una risorsa, governato da una politica subordinata, irresponsabile, inconcludente e autolesionista. Incapace persino di formulare correttamente un banale quesito referendario e capacissima di procedere rassegnata alla mercé di uno Stato vessatore e patrigno.

Carla Puligheddu

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