Casellati al Senato

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Auguri Presidente Casellati.

La storia della Repubblica Italiana ha atteso 72 anni per affidare ad una donna, la seconda carica istituzionale dello Stato. Questo dato a me basta per gioire, sicura come sono, del valore delle Istituzioni che quando investono l’umanità per essere rappresentate, sanno trasformare allo stesso modo , la grandezza, la piccolezza e la partigianeria in strumenti per cose grandi.

Il segnale forte e distintivo di questo battesimo senatoriale al femminile, indice di un Paese democratico e liberale al quale “nessun traguardo è più precluso” , rappresenta la maturità dei tempi e il riconoscimento che il suo profilo personale e politico si sono consegnati allo Stato, che le ha già chiesto di assumere l’onore e il dovere di un impegno non più verso sé o verso un partito , ma verso il Popolo che , d’ora in avanti, rappresenta.
Questo mi basta per non nutrire dubbi o perplessità sulla sua persona.

Il fatto che sia una donna di grande esperienza a presiedere il senato della Repubblica mi conforta perché , nell’esercitare il suo ruolo, troverà quell’indispensabile dominio di sé , che la renderà libera di scegliere sempre il bene comune. La conoscenza , infatti, rende libere, l’ignoranza rende schiave.

Mi dissocio totalmente dai giudizi faziosi e dai pregiudizi espressi da uomini e donne, al suo esordio. Dalle radiografie selettive applicate al suo curriculum personale con opportuni metodi di contrasto politico. Da chi sostiene di non sentirsi rappresentata da una donna con una precisa identità culturale che ha contraddistinto il suo percorso di vita. Mi dissocio da chi pensa che solo una donna non cattolica, abortista , a favore dei matrimoni gay e della maternità surrogata, possa rappresentare tutte le donne. Mi dissocio totalmente da tale idea di progresso ed emancipazione femminile.

Che cosa mi aspetto da Lei, Presidente?

Che sappia sostenere il diritto di tutti alla vita e ad un’esistenza dignitosa; il diritto al lavoro equo nel reddito e nel merito e al giusto riposo; alla scelta del proprio stato, a formare una famiglia, a mettere al mondo dei figli con la certezza di una sanità rispettosa delle comunità, per affrontare con fiducia i periodi di malattia e di vecchiaia; ad accedere alla cultura, all’istruzione pubblica di qualità, alla politica e alle cariche elettive per le donne; a difendere e tutelare il patrimonio artistico materiale e immateriale del Paese; ad essere liberi di associarsi ed esprimersi con scopi leciti; a garantire e praticare la giustizia; al rispetto delle diversità, delle differenze e delle appartenenze; alla tutela delle fragilità . Mi aspetto che sappia proteggere i territori , l’ambiente e favorire il benessere sociale e la felicità del popolo. Mi aspetto che sappia dare vigore alla democrazia Paritaria e ridare dignità alla politica.

In un’epoca , in cui si scruta la realtà con uno sguardo miope, incapace di leggerla su più livelli, in cui si è titolati a essere rispettati solo se soggettivamente perfetti e puri , non vorrei che i primi nemici della prima donna Presidente del Senato, fossero proprio le donne cosiddette “progressiste”.

Care donne, colte, intelligenti, moderne, aperte, ben strutturate e formate, se gli uomini hanno fallito nel dare quelle risposte che cerchiamo e hanno deluso nelle politiche che tutte trasversalmente invochiamo, cerchiamo di non fallire noi, prima ancora di iniziare.

Carla Puligheddu

 

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