La felicità cui anela il mio Sardismo

Studio carla

Contrapposta alla drammatica deriva ideologica, vorrei ripartire da una nuova idea di civismo, declinata da politiche sociali in cammino verso uno nuovo stimolante e complesso progetto dove da laica , possa condividere fini e confini, per restituire alle anime della politica quella pace e quella comprensione che non si riesce più a realizzare.
Sentirsi parte di una laicità autentica, intesa come rispetto dell’altro, non come rinuncia ad esprimere i propri valori, non quale disciplina di partito, ma possibilità di esprimere anche il proprio punto di vista; anela carezze di felicità.

Un’ idea di rinascita sociale mi prende, lontana dall’egemonia culturale lacerante, per spingere, non verso discriminanti dottrine ma verso la nobiltà del bene comune, orientato dall’affermazione della democrazia paritaria, a favore di una politica del buon senso, convinta che, anche la maggiore presenza femminile sia garanzia di dinamismo, trasposizione e prassi di quella dottrina sociale condivisibile nella sua unicità, universalità ecumenica, valore intrinseco della sovranità popolare.

Lo scudo di una libertà sprovvista della necessaria responsabilità , si può arginare attraverso una rete di fiducia, fatta di persone che si riconoscono, in occasioni di dialogo e confronto. Una rete fatta di formazione e di continua riscoperta, a conferma delle ragioni che hanno ispirato l’ impegno, superando l’esperienza di solitudine di chi viene spinto in un angolo come voce sgradita. I cattolici hanno inibito i propri principi, ma hanno comunque resistito. Resisto dunque!  nella personale, libera e fedele appartenenza al Partito Sardo d’Azione, che al terzo punto del proprio Statuto , afferma il diritto alla libertà e alla felicità del popolo sardo, quali valori personali e pubblici irrinunciabili.

Mi sento parte pulsante di una piccola e tenace comunità che potrebbe anche definirsi “minoranza” che non prende ordini ma che , nel seguire coscienza e valori , è capace di avanzare proposte di interesse comune e restituire rettitudine e punti di vista onesti.
Se oggi, gli studi empirici sulla felicità dicono che la maggior parte dei beni dai quali dipende la felicità individuale sono beni pubblici: lavoro, sicurezza, famiglia, amicizia, inquinamento, trasporti, fiducia nelle istituzioni; la felicità dunque, solo in minima parte dipende da noi, molto di più, dagli altri, tanto dalle politiche poste in essere dai partiti.

Il proverbiale discernimento dei cattolici, tuttavia, quando eletti ad amministrare una comunità, è chiamato a dare risposte politiche alle questioni cruciali, alla luce dei limiti posti dalla propria esigenza di autodeterminazione e alle altrui pressanti richieste di carattere più propriamente pubblico, spesso inerenti l’esercizio della libertà in un sistema democratico.

Dunque, se le istanze valoriali possono ritenersi universali, da cattolica mi sono preparata ad  avere la forza di accettare democraticamente la pluralità, contro ogni forma di egemonia culturale, allo scopo di ricercare strumenti efficaci per andare incontro ai diritti individuali conciliabili, nell’ottica dell’operare per il bene comune, governando quell’ equilibrio imperfetto e precario, che può essere consolidato con ragionevolezza , mitezza, e validi argomenti .

La politica fatta di obiettivi richiede strumenti per conseguirli e spazi per affermarli. La democrazia dunque, fra contesti, regole, storie ed eventi nazionali e internazionali, ha bisogno della partecipazione trasversale dei cattolici, soprattutto dei cattolici sardisti, quali ancore di garanzia di istanze di fondo compatibili alla risoluzione di problemi stretti da un clima di smarrimento culturale e morale e sentimenti di rancore.
Dobbiamo portare la nostra sensibilità sociale verso il punto d’equilibrio tra sicurezza e solidarietà, tra identità e riflessione politica; tra progetti e azioni.

I cattolici sardisti, espressione a volte di un malinteso senso della laicità, impegnati politicamente nella gestione della res pubblica, sono credenti consapevoli , cittadini responsabili, in genere, appassionati che combattono le disuguaglianze e le povertà, le ingiustizie sociali. Persone dai forti tratti morali, riconoscibili per il generoso e operoso lavoro, perimetrato e definito dall’ “hic et nunc” , con lo sguardo rivolto al futuro, fatto di proposte buone per il Paese , comprensibili e valide per tutti, capaci di raccogliere consenso attorno ad esse.

E’ consolante riconoscere che i cattolici sardisti cercano di testimoniare validissime competenze e professionalità ma poiché la testimonianza non basta, vogliono essere incisivi, molto più incisivi. Ed è per questo che continueranno a lavorare intensamente,  a partire da dentro il nuovo governo nazionale, sempre preoccupati della libertà e della felicità del popolo sardo e ai prossimi appuntamenti elettorali , comunali e regionali , chiederanno la fiducia e il voto.

Carla Puligheddu, presidente A.Do.S. Associazione delle donne sardiste

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...