Massima Impostura e Pubblica Calamità

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Una volta Socrate fece questo discorso agli Ateniesi: “La verità che mi è da tanti anni manifestata dalla condizione della Patria e che mi fa ognor più colpevole e importuno in Atene è questa ch’io voglio ripetervi perché mi si è fitta più tenacemente nell’animo; o Ateniesi, massima impostura e pubblica calamità si è l’accostarsi ad un’arte senza ingegno, studio e coraggio convenienti ad esercitarla”.

Queste parole del massimo filosofo greco, mi vengono in mente di fronte alle proposte di chi interloquisce sulla possibilità di istituire in Sardegna il regime di Zona Franca e, più in generale, alla parata di estemporanei “indipendentisti” che si sono, in questo campo, accostati all’arte della politica se pur talvolta con ingegno, senza studio alcuno, senza coraggio tutti. Ci sono ben 30/35 aree geografiche europee pronte a chiedere una forma di regolare autonomia. Da ciò si deduce che il rapporto tra Stati deve essere normato da leggi, regolamenti ma anche da un comune sentire di cui uno Stato attento non può non farsi carico.

In Italia il PSd’Az. è stato il primo ad intercettare il “comune sentire”, già durante la stesura dello Statuto nel 1946. Michele Columbu presentò al Parlamento nel 1973 una bozza ma fu Franco Sotgiu insieme ai maggiori economisti Sardi ed internazionali a studiare corposamente la materia che costituì il progetto di Zona Franca per la Sardegna, autentico cavallo di battaglia del PSd’Az. e della Presidenza Melis , che portò il partito dal 2 al 19 % ma che incontrò sempre e solo l’ostilità del Partito Comunista. La questione fiscale, rimane il puntum dolens dell’unione al paese, rispetto al quale si continua a ragionare.

E’ evidente che l’Indipendenza, amministrativa, fiscale, legislativa; su ogni fonte di cespite insieme a quella dell’esazione, é la meta delle nostre aspirazioni. Quando la Corte Costituzionale, con la sentenza 4 luglio 2017 n° 154, ha reso nulle e vanificato tutte le imposte fiscali (Iva-Irpef-Irpeg) e le accise sui beni di consumo quali alcolici e carburanti per i residenti della Sardegna. Così come le utenze di gas ed energia elettrica avrebbero dovuto essere esenti da IVA e accise, almeno dal 2010, conferma che, ai sensi del D.lgs. n. 114/2016, la Regione Sardegna è stata autorizzata a concedere tutti i vantaggi fiscali previsti dalle Direttive n. 69/75/CEE, n. 69/74/CEE e dai Regolamenti n. 918/1983 e n. 2504/1988, quelle compensazioni fiscali che competono ai residenti nell’isola .

Nonostante ciò, Contra legem , anziché la tassazione prevista nella Direttiva n.69/75/CEE, è stata riservata alle Regioni a Statuto Speciale la stessa tassazione fiscale riservata alle altre a statuto ordinario. La popolazione, vantava dunque, ottimi motivi per una class action dal possibile risvolto devastante. Tuttavia la Corte Costituzionale n.154 del 4.07.2017 mitiga e pone una pregiudiziale ai fini giuridici futuri. Afferma infatti che il danno causato dall’Italia alla Sardegna, nella cosiddetta “Vertenza Entrate“ viene “superato in conseguenza dei vantaggi ottenuti con l’accordo stipulato in data 21 luglio 2014, dei cui obblighi non può sostenersi l’inadempienza da parte dello Stato dopo che lo stesso ha dato attuazione all’art. 8 dello Statuto Sardo con l’emanazione del D.lgs. n. 114/2016, in tal modo eliminando la causa principale degli squilibri finanziari lamentati dalla Regione Sardegna”.

Dunque, la Corte sentenzia che la Regione è stata autorizzata alla concessione dei benefici fiscali, previsti dalle Direttive CEE . Dunque, ancora, preminenza del Diritto Comunitario rispetto a quello degli Stati membri. E’ questa una tematica che sembra più affrontata e risolta in sede europea che italiana. Come se il federalismo fiscale, la devoluzione e la disciplina fiscale nel suo complesso non fossero oggetto di considerazione dalla Costituzione.

Invece l’art. 117 disciplina il regime di concorrenza legislativa, in pratica da un lato la potestas legislativa regionale, e qui parliamo di Regioni a Statuto Speciale, e dall’altro la Legge nazionale d’insieme o quadro, spettante al Governo. Mentre l’art. 116 disciplina non solo l’istituzione regionale ma ne codifica il funzionamento. Disattenzione od omissione? Un clamoroso esempio di mancata attuazione della Costituzione Italiana (artt. 116, 117 nonché Titolo V) e Disposizioni europee.

Massima Impostura e Pubblica Calamità.

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