Sanità fra diritti e ipocrisie

Ciuffo Bianco.jpg

Sotto la coltre di ipocrisia che copre un sistema sanitario gravemente malato ci siamo tutti noi, pazienti e potenziali ammalati, alla ricerca del sacrosanto diritto di vivere sani; di omogeneità e qualità dell’assistenza e delle cure; di impiego dei farmaci innovativi; di accesso ai servizi sanitari e alle informazioni; dell’abbattimento dei lunghi e impossibili tempi d’attesa; della riduzione delle migrazioni verso altre regioni.

Confusi e umiliati , riflettiamo sulle ragioni e sulle responsabilità di coloro che avrebbero dovuto assicurare tali diritti. Ritengo che il problema nasca innanzitutto dall’aver operato tagli ai servizi essenziali perdendo di vista l’obiettivo primario della sanità che è quello di dare centralità alla persona nel compiere ogni sforzo per realizzare un’ efficace rete di assistenza e cura, soprattutto in relazione alle patologie oncologiche.

Abbiamo bisogno di un modello omogeneo, declinato in nodi e connessioni atti a tutelare il paziente, ovunque si trovi, allo scopo di realizzare equità di accesso alle cure e precoce presa in carico; promuovere la massima collaborazione e sinergia tra professionisti coinvolti; favorire la diffusione di conoscenze e la condivisione dei percorsi; valorizzare le migliori pratiche; fornire il totale supporto nella gestione e risoluzione dei problemi burocratici. Tali capisaldi di un servizio sanitario pubblico coerente con la tutela dei diritti della salute, non sono un’utopia, sono stati infatti realizzati in sette regioni virtuose, grazie all’istituzione delle cosiddette reti oncologiche e dalla spinta propositiva e responsabile di chi le ha gestite.

Del tutto disattesi dalla regione Sardegna, che, a causa di una mancata determinazione e forse, di opportune competenze, non ha compiuto e non sarà in grado di soddisfare nei tempi a disposizione dell’attuale esecutivo.

La sanità sarda, noncurante dell’art. 32 della Costituzione : «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti»; non offre alcuna garanzia di tutela. Al contrario, i cittadini e le cittadine della Sardegna, si fanno carico della propria salute dentro un sistema che distingue tra chi va trattato “bene” perché conosce percorsi facilitati o perché può pagare e chi è invece bistrattabile perché sconosciuto e indigente.

Nonostante ciò, la sanità in Sardegna continua ad occupare un elevato capitolo di spesa. Tale consumo di risorse prosciuga la medicina partecipativa, ticket e contribuzione diretta e sostiene quella assicurativa con la quale, potrebbero essere convenzionate, la gran parte delle Strutture territoriali private cui demandare, oltre la diagnosi, anche la cura, l’ assistenza e i servizi sanitari , magari con appositi appalti.

La Riforma del Titolo V della Costituzione ha investito le Regioni della responsabilità di farsi carico dei bisogni dei territori, ha conferito potere assoluto ai Governatori ma, nel nostro caso, ha creato una riduzione nell’offerta sanitaria ed una crescente domanda, tanto da rendere il sistema sanitario, il malato più grave della Regione Sardegna dove , per assurdo, il rapporto costo/qualità dei servizi è uno dei peggiori in Italia.

Sarebbe interessante che la valutazione della Direzione generale dipendesse dall’efficienza dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi programmati. In Sardegna abbiamo tanti problemi ma non siamo miopi. Vediamo il volto duro e cinico di una strutturazione che ha trasformato il malato da persona a consumatore; ha assurto il Servizio a Sistema; ha generato una macrostruttura amministrativa, politica, finanziaria, ha perso la sua connotazione originaria.

E non si dica che “ha avuto il merito di uniformare comportamenti organizzativi molto difformi e di limitare le ingerenze della politica locale”. Quelle purtroppo rimangono, col risultato che in Sardegna, si nasce sempre meno e si muore sempre di più.

Carla Puligheddu

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...