Politica per la Vita

Carla Cagliari .jpg

La Politica per un Progetto di Vita e di Incontro.

La Politica non mi chiama a semplificare una crisi stratificata con promesse e slogan ma, interpella la mia capacità di saper gestire la complessità dei problemi lasciandomi interrogare da chi mi abita accanto. Perciò voglio anteporre al merito della crisi, un nuovo metodo per affrontarla. Un paradigma che richiama alcuni principi intorno ai quali ragionare e agire:

la reciprocità (che mi consente di vibrare insieme agli altri, di dialogare e condividere)
l’Equità (la volontà di dare a ciascuno il suo, nell’ottica della produzione e distribuzione della ricchezza con giustizia ed onestà)
La Fiducia (che genera responsabilità e mi espone alla vulnerabilità)
Il Riconoscimento (fatto di gratitudine e di gratuità, di impegno, di ascolto)

In ragione di tali principi voglio tenere ben presente “il volto umano” della crisi, il contesto comunitario, politico e sociale in cui vivo, affinché ogni progetto, ogni scelta, ogni azione, sia sempre ispirata dalla volontà di perseguire il Bene Comune e quando è possibile, far prevalere l’unità sul conflitto e la contrapposizione. Ciò premesso penso ai progetti che questa città ha intrapreso e potrebbe intraprende con un investimento di umanità e altruismo.

Nell’ ascoltare i tanti bisogni , non posso rimanere indifferente a quelli che toccano principalmente le famiglie, in particolare i bambini e le loro mamme.

Desidero portare all’attenzione di tutti “Il volto umano” del futuro complesso materno-infantile di Sassari, del reparto di Ginecologia e quello di Pediatria. Spero con tutto il cuore che nel realizzare le nuove strutture si stia tenendo conto non solo delle esigenze sanitarie in senso stretto (che sono tante) ma anche di tutte le difficoltà, sia emotive che squisitamente pratiche, cui vanno incontro le famiglie dei degenti.
Faccio alcuni esempi di situazioni che si verificano quotidianamente. In Ginecologia ad oggi non c è uno spazio in cui le donne ricoverate in feto-terapia (per minacce di aborto o per monitorare il bambino in utero per altre ragioni) possano trascorrere del tempo con i propri figli: questo fa sì che chiedano di essere dimesse anche in condizioni precarie.

Abbiamo una totale assenza di strutture dedicate all’accoglienza e all’ascolto: nè pro-life e immagino quale modello da seguire, l’unità operativa di neonatologia e terapia intensiva neonatale “Mangiagalli”. Non un semplice reparto ma una realtà intesa come ragion d’essere e come valore fondamentale finalizzato a contribuire e mantenere elevata la capacità di attrazione nel “percorso parto” , puntando sulla qualità dell’ assistenza medico-infermieristica, sia per quanto riguarda il neonato fisiologico che patologico. Dove si offrono assistenza e cure specializzate al momento del parto, durante la degenza al Nido, dove si attuano i programmi di screening e di prevenzione prima e dopo la dimissione. Si dedica particolare attenzione alle tematiche di “umanizzazione” tese a favorire le varie fasi della relazione tra il neonato, fisiologico o patologico, e la sua famiglia, con particolare riguardo alla promozione dell’ allattamento al seno. Si favorisce il rapporto con le U.O. di Ostetricia per una miglior integrazione delle attività assistenziali e culturali e con le U.O. di Pediatria per favorire il “fisiologico” passaggio delle cure dall’età neonatale a quella pediatrica, nel rispetto delle rispettive competenze. Si promuove l’integrazione con le strutture territoriali per offrire servizi specialistici integrati e si realizzano interazioni coordinate a garanzia di una migliore assistenza alla mamma ed al neonato, anche in relazione all’eventuale Trasporto Neonatale d’ Emergenza. Ci troviamo in Lombardia, noi siamo in Sardegna. Due mondi diversi. Possiamo fare di più? Direi di si.
Il reparto di Ginecologia di Sassari è un girone dantesco in cui si possono incontrare le storie e le anime più disperate! Molte donne ricoverate, rappresentano più casi umani che pazienti ginecologiche ma vengono tenute in reparto per fare azione di contenimento, così da sopperire ad altre gravi mancanze del sistema, naturalmente in promiscuità con chi di cure e serenità ne aveva bisogno davvero. Carenze che subiscono ovviamente le persone che in quei reparti ci lavorano, dagli infermieri ai medici.
Il reparto di pediatria, invece, tutto da riorganizzare. Nonostante la professionalità di chi ci lavora, dai medici al personale infermieristico, l’ unica cosa che i bambini ricoverati ricordano con gioia sono i momenti trascorsi nella scuola presente all’ interno: persone meravigliose che provano a far vivere ai bimbi un po’ di quella quotidianità venuta meno e lo fanno con attenzione amorevole, mai pietosa, per le esigenze di ciascun piccolo paziente. “La scuolina ” è uno spazio fisico e temporale fondamentale anche per i familiari che in quei momenti possono dedicarsi a tutto ciò che non è accudimento del bambino: cose elementari come parlare coi medici senza che il piccolo sia presente (evitandogli traumi e riuscendo anche ad essere più collaborativi , lavarsi…o piangere…
Al Gaslini di Genova, nel reparto di oncologia, c’ è una stanza in cui si può essere famiglia, una stanza che, come direbbe una piccola paziente, “fa casa”: una saletta di 30 metri quadri in cui ci sono un divano, un tavolo rotondo, un grande frigo e una zona cottura in cui le mamme, che tra i tanti poteri non hanno quello di guarire, possono fare le mamme ed esaudire qualche piccolo desiderio. Il calvario dei pazienti e delle famiglie è accompagnato e alleviato dalla presenza di volontari di diverse associazioni, operanti in ambiti molto diversi, ma tutte con l’ obiettivo di mettere sempre al centro la persona. C’ è persino chi aiuta nello sbrigare gli adempimenti burocratici presso INPS e Patronato: perché se hai un figlio che sta male, male davvero, devi avere sufficiente cultura e lucidità per sopravvivere alla burocrazia.
Non parliamo poi di chi dà il proprio contributo per far sì che le giornate dei bimbi siano piene di attività e scandite in modo tale che anche l’intera routine del reparto ne tragga giovamento. Si, la cosa meravigliosa è che mettendo al centro il benessere del paziente e della famiglia che lo accudisce, derivano una serie di ricadute positive sia per la salute del paziente sia per la gestione della struttura sanitaria, sia per lo sviluppo economico e sociale della nostra Regione.
Visione e Progetto, stanno alla base di un intervento radicale, integrato, perché l’ attenzione alla vita quando è più fragile non è mai troppa, è la prima cura oltre ogni altro investimento. Per tradurla nel gergo più usuale della politica attuale: la soluzione più ovvia e naturale contro lo spopolamento dilagante.

 

Fonti:

  • Laboratorio  “Etica Profitto e Responsabilità Sociale d’Impresa – Arcidiocesi di Sassari
  • Conversazione con Pazienti reparto ginecologie, Mamme bimbi, pediatria e Volontarie del Centro per la Vita
Annunci


Categorie:Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: