Regionali 2019: Amore e Politica

Carla Locandina Regionali 2019.jpg

Perché l’impegno politico:
La mia storia personale; le mie radici; la mia formazione; l’ esperienza familiare e professionale; la mia esistenza, contrassegnata dall’appartenenza al sardismo e al mondo cattolico; l’impegno speso a favore dei giovani a scuola e nelle associazioni culturali cui appartengo, sono state motivazioni forti che mi hanno spinta a scegliere di continuare ad impegnarmi, anche attraverso la politica.

Sulla base di tale premessa ho deciso di candidarmi alle elezioni del 24 febbraio 2019 per il rinnovo del Consiglio Regionale della Sardegna,  e di compiere un atto d’Amore nei confronti del mio Partito, il Partito Sardo d’Azione.

Sposata con Efisio, mamma di Amedeo e Francesca. Docente di ed Fisica. Mi occupo di iniziative e progetti formativi, innovativi , finalizzati a realizzare inclusione, prevenzione del bullismo, lotta contro la dispersione scolastica, valorizzazione dello sport scolastico nel territorio, promozione del Benessere e della salute fisica e mentale della persona; valorizzazione del Merito.
Cattolica full time. Sarebbe a dire che la mia laicità è unità. Per questo, nel tentativo di esprimermi, guidata dalla bellezza e dalla gioia del Vangelo, vado volentieri controcorrente. Contro il pensiero unico dominante.

Ritengo che occuparsi di Politica in modo diretto e concreto, sia in quest’epoca, il primo dovere di cittadinanza attiva di ciascuna donna e ciascun uomo, di ciascun laico credente.
Dirigente nazionale del P.S.d’Az.

Presidente dell’A.D.O.S. Associazione delle donne sardiste, Segretaria Politica della Sezione “Bartolomeo Sotgiu” di Sassari, Vice Presidente dell’associazione “Coordinamento3 – Donne di Sardegna”.

Impegnata in prima linea nella valorizzazione della lingua e della cultura Sarda, nella lotta contro la discriminazione delle donne nel lavoro e nella rappresentanza politica. Schierata apertamente a favore del linguaggio di genere, il diritto alla salute, alla salvaguardia e tutela dell’ambiente .

Contro gli stereotipi nei media, la carenza di welfare, le aberranti violenze, le molestie, lo stalking e ovviamente, fortemente preoccupata del fenomeno dei femminicidi.
Convinta che la discriminazione da combattere, contro i modelli sociali, contro la costruzione di una società che governa con forme unilaterali maschili, incapace di riconosce le differenze di genere, i bisogni diversi, non possa prescindere da un sincero processo di autocoscienza individuale, oltre che collettivo.

La mancata partecipazione delle donne nella sfera pubblica e al governo della comunità, come la parziale realizzazione della cittadinanza; incidono negativamente nella governance delle pari opportunità e rallentano il processo di realizzazione di una democrazia paritaria.

La mia scelta dunque oltre a soddisfare una passione; rappresenta un dovere sociale; si rifà agli articoli 1 e 7 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; risponde all’art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana; rafforza una fede, si incardina e in qualche modo completa, il mio itinerario personale in un’ottica di partecipazione attiva, giustizia ed equità sociale.

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